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Lara Croft and the Guardian of Light

Più di dieci anni dopo la pubblicazione dell’ultimo Tomb Raider degno della serie (The Last Revelation) e dopo una parentesi in cui Lara ha dovuto affrontare avventure del tutto trascurabili, insignificanti e con poca inventiva (partendo da Angel Of Darkness, passando per  T.R. Legend fino a T.R. Underworld), torna la nostra “profanatrice di tombe” preferita in un’ avventura che, sebbene non rivoluzioni il genere e nemmeno prometta un ritorno ai vecchi fasti, ha il merito (non trascurabile) di essere dinamica,  ben realizzata e soprattutto molto divertente.

Sviluppato dalla software house Crystal Dynamics e pubblicato da Square Enix nell’agosto 2010 per Xbox Live (versione provata), Pc e PlayStation Network, Lara Croft and the Guardian of Light offre il massimo del suo potenziale divertimento nella modalità cooperativa, sia online che offline: il giocatore potrà assumere sia il ruolo di Lara sia quello di un antico guerriero Maya chiamato Totec; i due dovranno cooperare per fermare lo spirito maligno Xolotl e recuperare lo specchio di fumo. Nella modalità per giocatore singolo invece guideremo solo Lara, alla scoperta di antiche rovine precolombiane, foreste insidiose e caverne di lava.

Ce n’è per tutti i gusti insomma: la varietà delle ambientazioni e la splendida realizzazione delle stesse, con effetti di luce e ombre, schizzi d’acqua e una vegetazione dinamica, sono sicuramente uno dei punti di forza del gioco, sviluppato in visuale isometrica e con un’ ottima telecamera che stringe e allarga la “scena” a seconda delle situazioni.
Si aggiunga una schiera di nemici di ogni sorta: dai ragni giganti ai guerrieri dell’oltretomba fino al ritorno dell’amato tirannosauro tanto caro alla serie Tomb Raider. La nostra Lara non sarà comunque indifesa e anche questa volta, progredendo nel gioco, avremo modo di recuperare un intero arsenale composto da decine di armi diverse.

Gli enigmi sono ben congeniati, e anche se la loro facile soluzione non alza di molto il livello di sfida, tuttavia sfruttano un buon motore fisico (ad esempio per far rotolare massi come in una specie di gigantesco flipper) e soprattutto richiedono una certa dose di abilità nei movimenti. Un’abilità manuale richiesta al giocatore che sembra essere la cifra stilistica di tutto il gioco: ci troveremo a dover schivare, saltare su piattaforme a tempo o rotanti, correre evitando ostacoli o punte che improvvisamente sbucano dal pavimento. Questo risvolto platform (che era presente negli altri titoli della serie anche se in maniera meno pronunciata) rende il gioco molto più dinamico e divertente.

Per chi non si accontenta degli enigmi troppo facili, nei vari livelli si trovano ogni tanto porte contrassegnate da due teschi rossi: all’interno potremo ricevere premi speciali affrontando sfide facoltative un po’ più difficili.
Altro punto di forza del gioco è la sua longevità. The Guardian of Light richiede circa dieci ore, senza contare tutta una serie di obiettivi da portare a termine per completare ogni singolo livello al 100% come ad esempio recuperare oggetti, compiere determinate azioni o le classiche sfide a tempo. Completare il gioco portando a compimento tutte le sfide permette di sbloccare costumi, filmati e molto altro.

Lara Croft and the Guardian of Light è una piacevole parentesi all’interno di una saga che già da troppo tempo mostrava segni di stanchezza e mancanza di inventiva; un titolo dinamico e senza  pretese, da giocare possibilmente in compagnia.
Comunque niente di paragonabile alla bellissima profondità cui Tomb Raider ci aveva abituati. Già il fatto di chiamare il gioco con il nome della sua protagonista ci fa capire molto sulle intenzioni degli sviluppatori: Lara si prende una vacanza, e speriamo un giorno di vederla tornare ancora in forma.

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di Francesco Di Jorio

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