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Outland

Outland è un titolo dello studio indipendente Housemarque che, insieme alla celebre Ubisoft (nota per lavori come la serie di Raving Rabbids o la saga di Assassin's Creed), ha dato vita ad un piccolo capolavoro all'interno del genere Platform. Rilasciato il 27 aprile 2011, disponibile prima per XBLA e PNS, Outland risulta tutt'ora in cima alla lista degli indie-game più amati.
Un giocatore medio, a prima vista,  potrebbe pensare di trovarsi di fronte al solito platfom, stile old school, che necessita l'uso di due soli tasti: salta e attacca.
Ma se ci si spende un po' più di tempo si scopre che questo gioco ha delle potenzialità inaspettate.

UN LUNGO VIAGGIO
La trama è semplice e al tempo stesso misteriosa ed intrigante: un uomo, in un tempo ed un luogo non ben specificati, si addentra all'interno di una foresta, spinto dai suoi sogni visionari, alla ricerca di un tempio antico che potrebbe risultare molto più importante di quanto egli stesso si aspetta.
Ciò che il nostro alter-ego non sa è che si troverà ad affrontare delle prove in cui non potrà solo servirsi delle sue abilità fisiche ed atletiche. Nel mondo di Outland ciò che conta è la prontezza di riflessi e la logica. Nei primi livelli dovremo vedercela solo con qualche mostriciattolo (ragni giganti, insettoidi ed affini) che potremo superare abilmente grazie alla spada che otterremo fin da subito. Man mano che l'avventura procede avremo la necessità di servirci di nuove abilità particolari che ci permetteranno di superare i nemici e i piccoli rompicapo di fattura pregevole. Nello specifico, impareremo a dominare i poteri della luce e dell'oscurità, cambiando, a nostro piacimento, l'elemento a noi affine per poter oltrepassare barriere e creature nate giustappunto da codesto dualismo.
Oltre alla possibilità di interagire con questi due elementi, l'esperienza di gioco si arricchisce grazie ad una serie di abilità speciali, sia atletiche che magiche, che aiuteranno il nostro amico a raggiungere più facilmente l'obiettivo e, cosa più divertente, di esplorare ogni angolo degli scenari che compongono Otaland. Benchè sia un gioco abbastanza breve e con una strada obbligata che dal punto A porta al punto B, sono presenti delle piccole stanze segrete che custodiscono artefatti unici, i quali, collezionati tutti, sbloccheranno dei contenuti a sorpresa.

TRA LUCI ED OMBRE
Tutta la vicenda è immersa in un'atmosfera particolare, con una grafica apprezzabile, essenziale ma non scontata. Basti pensare che, del protagonista, noi riusciamo solo a vedere la sagoma. Siamo in preda ad un turbinio di colori ai quali dobbiamo necessariamente prestare attenzione: i contrasti creati dall'incontro tra le emanazioni di luce e oscurità, i paesaggi in secondo piano, il continuo e repentino movimento del nostro avventuriero che salta da una rupe ad una piattaforma mobile, rendono l'esperienza di Outland unica nel suo genere.
Anche la colonna sonora è degna di menzione: non è invasiva, non è monotona, e si amalgama perfettamente ai ritmi del gioco, creando quell'alchimia spesso ricercata e difficilmente raggiunta da altri lavori.
Il gameplay sfrutta i punti di forza dei platform del passato aggiungendo il tocco di classe che lo differenzia da questi ultimi. Non mancano i tradizionali guardiani di fine livello, enormi avversari che custodiscono la porte che ci separano dai mondi successivi. Soprattutto in questi frangenti dovremo far buon uso delle nostre abilità, combinando ogni azione, ogni salto e ogni potere nel momento giusto, con un ritmo frenetico ed avvincente.

Outland rappresenta un tuffo nel passato: bisognerà faticare e ripercorrere lo stesso scenario più volte prima di giungere ad una conclusione accettabile, proprio come nei platform di qualche anno fa. Una manna per i nostalgici da provare assolutamente.

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di Giuseppe Giglio

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