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Shank

Il sanguinoso Shank sbarca nelle case europee tra l'estate e l'autunno del 2010; è un indie-game, per XBLA, PSN e PC,  sviluppato dalla Klei Entertainment, software house Canadese, e pubblicato dalla ormai celeberrima EA.

UNA STORIA DI VENDETTA
La trama che ci propone questo titolo è molto semplice: un uomo nerboruto viene pestato a sangue da alcuni scagnozzi appartenenti ad una organizzazione semi-mafiosa, i quali, per ragioni a noi sconosciute (almeno in principio), decidono inoltre di uccidere la sua fidanzata. A questo punto inizia l'avventura del nostro eroe che si vuole vendicare di tutti i criminali che hanno preso parte al misfatto iniziale: storia già vista, ricorrente, ma salvata da un colpo di scena inaspettato.

TAGLIA, AFFETTA E DILANIA      
Siamo di fronte ad un action 2D, abbastanza lineare; il gioco non presenta la possibilità di scoprire luoghi segreti e nascosti, ed il percorso da seguire è rigidamente pre-determinato. Il nostro compito sarà quello di condurre il brutale Shank attraverso venti livelli, disseminando morte a destra e a manca con l'aiuto di quattro strumenti: i fidati coltelli, veloci ma poco letali, che ci accompagneranno per tutta la vicenda; la motosega, pesante ma molto dolorosa; le pistole, capaci di sventagliare una raffica rapidissima, permettendoci di eseguire combinazioni sospesi in aria (stile Matrix); le granate, per i più esigenti, adatte a demolire bestioni corazzati.
Man mano che affronteremo i vari cattivoni e supereremo gli ostacoli parati lungo il cammino, si sbloccheranno armi aggiuntive che potranno essere equipaggiate in alternativa a motosega e pistole. Altra nota di colore in-game è la possibilità di cambiare abito al nostro protagonista: passeremo da un vestiario alla Rambo, ad uno stile alla Jason, con tanto di maschera da Hokey, fino ad indossare un simpatico costume da orsetto tenerone.

NON SI VIVE DI SOLA GRAFICA
Indubbiamente uno dei punti di forza di questo gioco è la grafica: sembra di osservare delle strisce a fumetti che prendono vita e animano i vari personaggi della storia. I colori sono usati magistralmente, soprattutto nelle scene più violente dove il sangue scorre a fiumi. Infatti, grazie alla combinazione dei vari oggetti a nostra disposizione, potremo “dipingere” delle vere e proprie uccisioni artistiche, degne del migliore film d'azione. Tuttavia possiamo riscontrare una certa ripetitività nelle azioni da compiere, un gameplay piuttosto limitato che a lungo andare può annoiare un po'. La campagna in singleplayer è piuttosto corta, dura all'incirca tre ore, e quella in cooperativa è disponibile solamente in locale.
Ci sono due livelli di difficoltà: Normale, che risulta oggettivamente alla portata di tutti, e Difficile, con il quale (dopo il giusto allenamento) non si avranno comunque problemi a terminare la storia.

Per essere un indipendente, prodotto da una casa di sviluppo relativamente giovane, possiamo riscontrare in Shank sicuramente degli aspetti positivi, sebbene non innovativi. L'esperienza visiva è gradevole, risulta essere un buon modo per sfogarsi, data la violenza con cui vengono compiuti gli svisceramenti, ma ricopre un ruolo decisivo la durata e la scarsa longevità. Un gioco da finire tutto d'un fiato, consigliato a chi ha giusto il tempo di una pausa tra due titoli più corposi.

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di Giuseppe Giglio

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