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Tekken

Nel 1993 Sega ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione nel mondo dei picchiaduro. Con Virtua Fighter i combattimenti entrano prepotentemente nella terza dimensione; si pensava addirittura che il titolo Sega avesse raggiunto livelli tecnici difficili da raggiungere, ma l’anno seguente Namco lancia la sfida: nel 1994 Tekken arriva in sala giochi sorprendendo tutti col la sua veste grafica e la sua immediatezza. Inoltre, il porting del 1995 per PlayStation, contribuirà non poco al successo della console Sony.

IL PUGNO D’ACCIAIO
Tekken è in realtà un torneo ideato da Heihachi Mishima, uomo piuttosto egoista e proprietario di un enorme impero finanziario: la Mishima Corporation. Con la promessa di ricevere una grande ricompensa in danaro, i più forti combattenti del mondo si riuniscono per partecipare al “Pugno d’Acciaio”. A questo punto la trama appare piuttosto banale, ma in realtà questo preambolo è solo l’involucro esterno di una vicenda molto più complessa ed intricata che, con gli episodi successivi, si è ampliata ed arricchita con numerosi colpi di scena.
Quali sono allora i guerrieri disponibili nel primo picchiaduro 3d della Namco?

KAZUYA
Figlio di Heihachi, partecipa al torneo per vendicarsi del padre. A soli cinque anni Kazuya era stato gettato in dirupo proprio da Heihachi.

JACK
Jack è in realtà un robot costruito dal Dr. Boskonovitch come arma per l’esercito dell’ ex Unione Sovietica. Viene iscritto al torneo per testare le sue potenzialità.

KING
Un uomo con una doppia vita. Di giorno lavora in un orfanotrofio mentre di notte indossa una maschera per combattere sul ring. Il torneo è un’ottima occasione per vincere i soldi necessari al mantenimento dell’orfanotrofio.

MARSHALL LAW
Emulo di Bruce Lee, partecipa al torneo per vincere i soldi necessari a coprire i debiti accumulati dal suo ristorante.

MICHELLE
Michelle è una nativa americana che partecipa al torneo per salvare il proprio villaggio e vendicare la morte del padre, ucciso dalle armate della Mishima Corporation.

NINA WILLIAMS
Esperta assassina assoldata da Heihachi con l’obiettivo di infiltrarsi nel torneo per uccidere Kazuya.

PAUL PHOENIX
Paul in passato è stato sconfitto da Kazuya. Ferito nell’orgoglio, partecipa alla competizione per rivendicare le proprie abilità.

YOSHIMITSU
Capo del Clan Manji, un gruppo di ladri benefattori che ruba ai ricchi per dare ai poveri, Yoshimitsu partecipa al torneo con l’obiettivo di ottenere soldi necessari per la sopravvivenza del Clan.

A questi otto lottatori, si aggiungono poi altri dieci guerrieri da sbloccare completando il gioco: Heihachi Mishima, Anna Williams, Armor King, Ganryu, Kuma, Kunimitsu, Lee Chaolan, Prototype Jack, Wang Jinrei e Devil Kazuya (quest’ultimo esclusiva della versione PlayStation).

FIREBALL? NO GRAZIE…
Così come Virtua Fighter, anche Tekken decide di puntare sulle arti marziali vere e proprie, piuttosto che sulle mosse speciali viste nei vari Street Fighter o Mortal Kombat.
Ne risulta comunque un gameplay decisamente immediato e divertente, non così tecnico quanto quello proposto dal titolo Sega, ma ugualmente capace di soddisfare anche i palati più esigenti.
Il sistema di controllo proposto da Namco è geniale, e abbina quattro tasti alla parte destra e sinistra del lottatore; in questo modo avremo due pulsanti per i pugni (uno per il destro e l’altro per il sinistro) e due per calci (anche in questo caso uno per il destro e l’atro per il sinistro).
Combo e proiezioni completano il parco tecniche a disposizione di ciascun combattente.

UN ULTERIORE PASSO AVANTI
Il motore poligonale mosso da Tekken colse nel segno, lasciando a bocca aperta chi era già rimasto affascinato dalla, seppur spigolosa, grafica di Virtua Fighter.
I personaggi sono ancora più realistici e sono coperti da un numero maggiore di textures. Anche gli sfondi godono degli stessi privilegi; alcuni di essi sono piuttosto evocativi essendo ambientati in alcuni dei luoghi più suggestivi del pianeta (tra cui l’acropoli di Atene, le isole Fiji e Venezia).

Sul fronte dell’audio, Tekken si avvale invece di buoni effetti sonori ma di musiche non particolarmente interessanti e alla lunga piuttosto monotone.

L’eccezionale qualità della conversione per PlayStation, impreziosita da nuovi filmati in full motion video, fu uno dei motivi di vanto della console Sony, che così riuscì subito a mettere in mostra le capacità 3D della macchina rispetto alla concorrenza.

Se nel mondo dei picchiaduro 2D si è sempre parlato di Street Fighter contro Mortal Kombat, dopo  l’arrivo del gioco Namco il confronto si è allargato anche alla terza dimensione: che vincerà tra Virtua Fighter e Tekken?

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di Emanuele Cabrini

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