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Vandal Hearts II

Nel 1996 il primo episodio della serie Vandal Hearts aveva contribuito ad accrescere, nel mondo occidentale, il numero di estimatori di giochi di ruolo strategici di stampo giapponese.
Nel 1999 esce Vandal Hearts II, videogioco in esclusiva per PlayStation che si porta appresso il fardello di dover bissare il successo del suo predecessore.

TRA CAVALIERI E ARTI MAGICHE
Le vicende che hanno dato origine al mondo fantastico di Vandal Hearts II scavano molto indietro nel tempo, quando Dio punì gli uomini per aver rubato il seme dell’Albero della Vita dal Giardino degli Dei, ed aver utilizzato i suoi poteri lasciandosi trasportare dai più ignobili desideri.
Pochi furono i sopravissuti, ma con il passare dei secoli la razza umana tornò a prosperare, dando vita a nazioni e continenti. Tuttavia il passato divenne leggenda e presto la sete di potere tornò ad essere l’unico obiettivo di sovrani ingiusti; i popoli furono costretti ad affrontare nuove guerre che alla fine divisero il continente di Rognant in quattro Grandi Potenze: lo stato-chiesa di Nirvadia, la repubblica di Vernantze, l’impero di Zora-Archeo, e il regno di Natra.
E’ proprio nel regno di Natra che seguiremo la storia di Joshua, dalla sua infanzia sconvolta dalla guerra civile, fino all’età adulta, dove lo ritroveremo a capo di una banda di fuorilegge.
La storia di Vandal Hearts è lunga, complessa e drammatica,  ma ricca di quei colpi di scena che aiutano il giocatore a mantenere vivo l’interesse. Inoltre la vicenda prosegue in maniera non lineare, dandoci la possibilità di percorrere strade alternative e dialoghi a scelta multipla che porteranno a diversi finali.

TUTTE LE CARTE IN REGOLA
Una caratteristica significativa di Vandal Hearts II consiste nel fatto di non avere delle classi fisse per ogni personaggio. Le attitudini alla magia, piuttosto che al combattimento ravvicinato, sono determinate dal tipo di armi e armature equipaggiate; ciò significa che un mago potrà diventare un guerriero semplicemente cambiando l’equipaggiamento, perdendo però le abilità che si erano acquisite con l’esperienza maturata dall’uso di bastoni o tuniche magiche.
I combattimenti a turni si avvalgono del nuovo Dual Turn System: con questo sistema il giocatore e la CPU selezioneranno contemporaneamente le azioni da far compire ai personaggi, prima che inizi l’attacco vero e proprio. In questo modo si accentua notevolmente l’attenzione che dovremo riporre nel cercare di prevedere le mosse e gli spostamenti dei nostri nemici.
Come per ogni gioco di ruolo che si rispetti, anche in Vandal Hearts II non mancano un gran numero di oggetti da acquistare e combinare, statistiche e segreti. Per quanto riguarda la varietà delle missioni purtroppo segnaliamo che, nella grande maggioranza dei casi, l’obiettivo è sempre quello di eliminare tutti gli avversari (comunque piuttosto agguerriti) presenti sullo schermo.

UN CONTINENTE STRAVOLTO DALLA GUERRA
La grafica di Vandal Hearts II è di buona fattura. La mappa principale (utilizzata per tutti gli spostamenti) e le immagini che fanno da sfondo ai villaggi, alle taverne o ai negozi sono in linea con il contesto. Lo stesso discorso per i campi di battaglia realizzati con grafica poligonale. Ben realizzati anche gli effetti di luce generati dagli edifici in fiamme e durante gli incantesimi.
Unica pecca sono le icone dei tanti personaggi che popolano i mondo di Vandal Hearts II, decisamente non all’altezza della console a 32-bit della Sony.
Per finire anche gli effetti audio e la colonna sonora non potevano che essere di ottima fattura.

In passato accusato da alcune riviste di essere meno vario del predecessore, Vandal Hearts II si rivela tuttavia un titolo capace di regalare soddisfazioni a chi è disposto a lasciarsi coinvolgere da un gioco che richiede tempo e devozione. Uno dei migliori strategici a turni per PlayStation; sicuramente una buona alternativa a Final Fantasy Tactics.

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di Emanuele Cabrini

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