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God of War: Chains of Olympus

Dopo i due episodi apparsi su PlayStation 2, nel 2008 le avventure dell’indomabile Kratos arrivano finalmente su PSP. Chains of Olympus è un antefatto del primo God of War uscito nel 2005, che ci permette di vivere il viaggio compiuto dal guerriero spartano prima di iniziare la battaglia contro Ares, il dio della guerra.

UN MONDO SENZA LUCE
Sviluppato da Ready At Dawn (software house americana di cui, tra i soci fondatori, figura anche l’italiano Andrea Pessino), Chains of Olympus è un action-game che vede il nostro eroe inizialmente impegnato contro l’invasione dei Persiani, i quali si sono portati appreso anche un enorme ed affamato Basilisco. La situazione peggiora quando improvvisamente il carro di Elio (dio del sole) precipita, facendo calare l’oscurità sulla Terra e dando via libera alle malvagie creature di Morfeo, il dio del sonno.
Questo è solo il preambolo di una vicenda piuttosto complessa (a paragone con altri titoli dello stesso genere) e talvolta un poco forzata che spingerà Kratos a visitare luoghi irraggiungibili per un comune essere umano, e a servire nuovamente gli dei nella speranza di redimersi dai crimini commessi in passato.

COLOSSI SUL PICCOLO SCHERMO
Una delle maggiori curiosità suscitate in seguito all’annuncio del gioco consisteva nel fatto di osservare come God of War, considerato non solo esteticamente uno dei migliori titoli per PlayStation 2, avrebbe potuto apparire sul piccolo schermo della PSP. Ebbene il lavoro svolto dagli sviluppatori è stato eccellente, e le capacità grafiche del portatile Sony sono state spremute a dovere.
Il game e il character design si mantengono in linea con la serie, proponendo ambientazioni evocative e personaggi molto dettagliati. Ottimi anche i filmati, anche se è piuttosto frustrante l’impossibilità di saltarli nei (fortunatamente) pochi casi in cui precedono lo scontro con un boss (che difficilmente riusciremo a passare al primo tentativo).
Ben realizzato anche il sonoro, da apprezzare al meglio con un paio di cuffie.

LAME E GUANTI
God of War: Chains of Olympus propone inizialmente tre livelli di difficoltà, di cui il più arduo rappresenta certamente una buona sfida per gli amanti della serie. L’avventura principale si attesta intorno alle dieci ore di gioco, che passeremo a sconfiggere ogni sorta di mostruosità partorita dalla mitologia classica. La maggior parte degli scontri avvengono all’interno di aree ben limitate: arrivati in una zona prestabilita l’incedere di Kratos viene bloccato da barriere rosse, che cadranno solo una volta aver sconfitto tutti i nemici (quando pensiamo di aver spazzato via gli avversari Chains of Olympus è abile nel spiazzarci proponendocene degli altri).
La ripetitività di questo meccanismo si fa sentire nel caso di lunghe sezioni di gioco, ma una buona distribuzione dei check-point aiuta a non farci abbandonare la battaglia.
Dalla nostra parte abbiamo le immancabili Lame del Caos ai quali si aggiungerà il possente Guanto di Zeus; completano il tutto una serie di incantesimi da potenziare e i famosi “quick-time-event” riportati in auge proprio con il primo God of War.
Il sistema di controllo risponde bene alle sollecitazioni; unico neo (ai quali ci si fa presto l’abitudine) è la mancanza del secondo stick analogico, che costringe a premere entrambi i tasti dorsali per effettuare le schivate.

God of War: Chains of Olympus non ha introdotto innovazioni nella serie. Tuttavia il passaggio dalla PlayStation 2 alla PSP è stato un audace espediente per prendere una formula consolidata e renderla comunque attuale senza introdurre modifiche. A questo aggiungiamo che Chains of Olympus è uno dei migliori titoli per il piccolo portatile Sony.

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di Emanuele Cabrini

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