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Little Big Planet

Dopo una sontuosa campagna promozionale finalmente mettiamo mano sull'atteso Little Big Planet. Ne sarà valsa la pena?
Little Big Planet si apre con una buona presentazione che ci ha strappato anche qualche sorriso. Ad una prima occhiata il gioco si presenta come un semplice platform 2d con protagonista un piccolo pupazzetto (totalmente personalizzabile) chiamato “Sackboy”. Il nostro alter ego virtuale potrà saltare, correre, aggrapparsi agli oggetti e muoversi su qualche livello di profondità
L'impatto grafico è decisamente ottimo, molto ispirato, con una cura del dettaglio che rasenta il maniacale, il tutto condito da tinte pastello che danno una meravigliosa sensazione di “giocattolo per bambini”.
I materiali con cui sono costruiti gli elementi degli scenari sono diversificati sia per colore che per proprietà, creando una fantastica sensazione di enorme patch-work pulsante di vita con tanto di adesivi attaccabili in giro per i livelli.
La varietà degli scenari comprende foreste lussureggianti, vulcani, steppe brulle e chi più ne ha più ne metta.
Ovviamente non poteva mancare la modalità multi-giocatore che permette di affrontare i livelli con un massimo di quattro amici.

TUTTO QUI? ASSOLUTAMENTE NO!
Quando si pensa di aver visto tutto di questo titolo ecco che ci viene in mente di provare l'editor per gli scenari, vero cuore pulsante di Little Big Planet. Ogni giocatore può caricare i propri livelli e scaricare quelli degli altri utenti. L'editor vanta una semplicità incredibile e una capacità di personalizzazione quasi infinita ed inoltre si arricchisce di materiali e pezzi speciali man mano che completiamo il gioco principale.
Ovviamente questo sistema ha permesso di ricreare anche livelli a tema “proibito” ovvero ispirati a giochi di cui la Sony non detiene i diritti. Questi scenari sono stati eliminati dai moderatori del Network di Little Big Planet.

Giudizio positivo per questo platform su cui sono presenti due soli nei: il primo affligge il controllo del personaggio che rende i movimenti poco immediati e che spesso risulta impreciso compromettendo le sessioni di gioco più ardue.
Il secondo neo è la longevità dell'avventura principale, decisamente troppo corta e semplice tranne che per qualche picco di difficoltà nel finale.
Nel complesso Little Big Planet è un gioco migliorabile ma comunque un ottimo esponente del suo genere, sicuramente senza rivali sulla nostra console nera.
Per finire ricordiamo che in seguito Little Big Planet è stato convertito su PSP. Questa versione, oltre ai necessari adattamenti grafici, in parte migliora alcuni difetti nel gameplay che affliggono la versione per Playstation 3.

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di Mirko Di Pasquale

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