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Popolocrois

Popolocrois è una di quelle tante serie comparse in Giappone e purtroppo mai arrivate in Europa. Nel 2006 ci pensò però Ignition Entertaiment ad accontentare i fans dei giochi di ruolo orientali, proponendo su PSP un titolo che non solo comprende i due episodi apparsi (a partire dal 1996) sulla prima Playstation, ma che impreziosisce la raccolta con una serie di quest inedite.

“…C’era una volta, quando i draghi dominavano i cieli e le fate vivevano nelle foreste, un regno chiamato Popolocrois…”
Una delle peculiarità del titolo in esame è quella di riuscire a farci tornare (con i ricordi) al tempo in cui eravamo piccoli; ogni componente di questo gioco, dalle musiche ai dialoghi, dalla grafica alla storia suddivisa in capitoli, sembra infatti studiato appositamente per darci l’impressione di avere tra le mani un vecchio libro di fiabe, uno di quelli che ci piaceva leggere quando eravamo bambini.
La vicenda si apre con il decimo compleanno del Principe Pietro, un ragazzino che nonostante le ricchezze ed il titolo nobiliare porta nel cuore una grande sofferenza per via della mancanza della madre, da tempo sprofondata in un sonno misterioso in seguito all’attacco del Demone del Ghiaccio.
Dopo aver scoperto il corpo addormentato della mamma, la Regina Sania, il nostro Pietro decide di avventurarsi nel mondo per trovare una cura e così nel corso delle sue avventure incontrerà  fate, draghi, armature parlanti e altre creature fantastiche; nel regno incantato di Popolocrois dovrà vedersela con ogni tipo di mostri, streghe, maghi e persino un simpatico rivale in amore…
La storia (soprattutto nei primi capitoli) procede con una certa linearità, per fortuna mitigata in parte dal carisma dei protagonisti e dal fascino dell’ambientazione. Alcuni colpi di scena contribuiranno comunque a rinvigorire la nostra attenzione per una vicenda capace anche di divertire e commuovere.

ALCUNE BUONE VECCHIE TRADIZIONI…
L’arrivo della Playstation aveva definitivamente sancito l’abbandono delle “due dimensioni” a favore del 3D. Con Popolocrois invece gli sviluppatori decisero di mantenersi ancorati alle vecchie tradizioni proponendo una veste grafica totalmente bi-dimensionale, caratteristica rimasta invariata anche in questa edizione per PSP. Tale scelta si dimostra azzeccata: personaggi ed ambienti sono infatti molto espressivi, piacevolmente colorati, sontuosi e ricchi di particolari. Non mancano inoltre una serie di brevi ma splendide sequenze filmate (in stile anime) che ben si adattano al piccolo schermo della console portatile Sony.
Degno di nota anche il comparto audio che grazie a motivetti simili a quelli di un carillon aiutano ad immedesimarsi nell’atmosfera fiabesca che pervade il gioco.

…ALCUNE PESSIME VECCHIE TRADIZIONI
A riportare verso il centro l’ago della bilancia abbiamo un gameplay che molti giocatori (soprattutto quelli più giovani) troveranno poco attraente. Popolocrois è infatti un gioco di ruolo “vecchio stile” fatto di inutili incontri casuali molto frequenti e frustranti, dotato di un sistema di combattimento a turni immediato ma piuttosto rigido, che prevede il semplice impiego di attacchi, magie curative e offensive, pozioni e qualche altro oggetto.
A rendere il tutto un po’ più tedioso ci sono purtroppo i frequenti caricamenti che compaiono all’inizio di ogni combattimento e prima del lancio di ogni incantesimo.

Popolocrois è un titolo arrivato in Europa un po’ troppo tardi per esser pienamente apprezzato. Il prezzo pattuito per vivere questa magica fiaba è un gameplay abbastanza obsoleto; un prezzo che oggi non tutti sono disposti a pagare.

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di Emanuele Cabrini

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