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Assassin's Creed: Rogue

Medaglia Valore culturale

Per certi aspetti Assassin's Creed: Rogue può essere equiparato al giovane protagonista di una commedia romantica o tragicomica, a quel personaggio bruttino ed emarginato dal gruppo che però durante l’intreccio si scopre pieno di virtù e fondamentale per risolvere le situazioni più pericolose. Basta infatti andare sul blog ufficiale della serie per verificare che ad AC: Rogue non è stata affidata la stessa attenzione mediatica del fratello maggiore Assassin's Creed: Unity, che invece ha goduto di un numero superiore di news e di approfondimenti.
Il forte senso di attesa per Unity (primo episodio della serie creato appositamente per Playstation 4 e Xbox One) viene in parte disatteso: da un lato un comparto tecnico che propone una magnifica Parigi, dall’altro i tanti bug che affliggono il gameplay e che generano un po’ di malcontento tra gli utenti.
Rogue, uscito in contemporanea con Unity, resta relegato alle console di vecchia generazione (PlayStation 3 e Xbox 360, a Gennaio 2015 anche su PC), ma sfoggia un comparto tecnico altrettanto convincente e, soprattutto, la totale assenza di errori (durante la nostra prova su console Microsoft non ne abbiamo rilevato alcuno).

L’ALTRO LATO DELLA MEDAGLIA
L’autrice principale della vicenda narrata in Assassin’s Creed: Rogue è Susan Patrick che in un’intervista sottolinea come il gioco sia il primo della serie ad esplorare la storia dal punto di vista dei Templari, mostrando che anche tra le fila degli Assassini non esistono solo nobili eroi.
Rogue è ambientato tra il 1750 e il 1760, periodo che comprende la Guerra dei 7 Anni. Susan Patrick spiega che è stato scelto questo lasso di tempo perchè si tratta del primo vero conflitto mondiale (combatutto in Europa e in tutte le colonie francesi e inglesi sparse per il mondo) e perchè in questo modo è stato più facile dare un seguito alla vicenda di Edward Kenway (eroe di Assassin’s Creed IV: Black Flag).
Rogue prosegue infatti l’ambientazione “navale” del predecessore, portandoci stavolta tra le coste e le colonie inglesi e francesi del Nord Atlantico e di River Valley, facendoci inoltre percorrere le vie di una giovane New York.
Il protagonista, Shay Patrick Cormac, è un ragazzo con un forte senso del dovere ma è anche tormentato da grandi dubbi che, in seguito ad eventi catastrofici, lo spingono a dubitare dei suoi compagni assassini e a ribellarsi al Credo.
Per chi è nuovo ad Assassin’s Creed la storia di Rogue è comunque comprensibile, inoltre nel nutrito menù del gioco troviamo come sempre approfondimenti sui personaggi e sulle location. Consigliamo ad ogni modo una panoramica generale della vicenda raccontata nell’intera serie (può venirci in aiuto Wikipedia o i tanti siti web di appassionati che affollano la rete) per riuscire a muoversi agevolmente tra i tanti nomi e gli intrighi di cui verremo a conoscenza. Per gli altri non siamo comunque di fronte ai consueti canoni narrativi di AC: il nostro anonimo alter-ego si collega ancora all’Animus per ripercorrere la vita del proprio antenato, ma questa volta non rivivremo i suoi ricordi in modo lineare. Si salta così da un ricordo più recente a uno più vecchio (e viceversa), curioso esperimento che alla fine non ci ha convinto del tutto perchè, a tratti, rende la narrazione piuttosto frammentata e difficile da metabolizzare.

LUOGHI E PERSONAGGI STORICI
Rogue non vuole di certo insegnare la storia, tuttavia lo splendore dell’ambientazione (il gioco richiede 1GB di installazione obbligatoria), delle navi e i tantissimi dettagli (erbe, piante e fiori di ogni tipo, animali, rilfessi di luce e panorami suggestivi) possono infondere anche ai più giovani il desiderio di fare delle ricerche sui luoghi e sui personaggi incontrati e realmente vissuti (tra questi Benjamin Franklin, Lawrence Washington o il Capitano James Cook).
Visti con un occhio romantico alcuni panorami di Assassin's Creed: Rogue (la costa, il mare, le navi e il nostro alter ego che ammira il tramonto) possono inoltre far tornare alla menti alcune opere del pittore Caspar David Friedrich (1774 - 1840).

LA SICUREZZA DELLA FORMULA COLLAUDATA
Assassin’s Creed: Rogue è un gioco che richiede del tempo per essere portato a termine, soprattutto se si desidera completarlo al 100%. La quest principale è piuttosto lunga e ad essa si aggiungono numerosissime missioni secondarie (pesca, caccia, battaglie navali, restauri e tanto altro).
Per quanto riguarda il gameplay è vero che vengono riciclati moltissimi elementi già apprezzati nell’episodio precendete (Assassin’s Creed IV: Black Flag), con soltanto alcune modifiche nell’arsenale e poche aggiunte (tra queste ci sono le Sentinelle, assassini che ci tendono delle letali imboscate in luoghi più o meno casuali).
Chi invece ha abbandonato la serie da parecchio tempo deve sapere che l’intelligenza artificiale è migliorata, soprattutto rispetto ai primissimi episodi. I nemici non sono più così imbattibili ed è più difficile avere la meglio affrontandoli in gruppo; le fasi stealth sono inoltre avvalorate dalla possibilità di scegliere tra differenti strategie.

Per questo 2014 Rogue è il gioco da consigliare agli appassionati della serie Assassin’s Creed nell’attesa che tutti i bug che affliggono Unity vengano risolti: un ultimo (speriamo) viaggio in America prima di tornare a rivivere l’Europa dei secoli scorsi e magari scoprire nuove location in oriente.

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di Emanuele Cabrini

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Il primo trailer di Rogue

Il tormentato cammino di Shay Patrick Cormac.

L'uomo dietro al videogame

Assassin's Creed: Rogue

Martin Capel è stato uno dei principali game-director e designer di Assassin's Creed: Rogue. Poco dopo la metà degli anni '90 inizia a maturare esperienza nel campo del game design e della produzione di videogiochi, collaborando con alcune importanti software house come Guerrilla Games (Killzone). In seguito approda a Ubisoft dove si occupa dei brand più importanti del publisher ricoprendo diversi ruoli.

Medaglie

Medaglia Valore culturale

Valore culturale

Anche Rogue, come molti altri capitoli della serie Assassin's Creed, stimola ad approfondire alcuni aspetti della storia reale. In particolare questo episodio fa riferimento alla Guerra dei 7 Anni di metà XVIII° secolo.

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