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Catherine

Sviluppato da Atlus e uscito ufficialmente in Europa nel Febbraio 2012 per Xbox360 (versione provata) e Ps3, Catherine, nella sua forma ibrida di puzzle-game sexy-horror con elementi rpg e intermezzi in stile anime catalizza sicuramente l’interesse e la curiosità, se non altro per la sua aria di novità e l’originalità dell’idea. Ad un analisi più approfondita, però, molte delle novità che Catherine promette si dipanano in maniera molto superficiale e la miscela rischia di apparire originale e  vuota nello stesso tempo.  A parte le sezioni climbing platform che sono ben sviluppate e danno la struttura al gioco, il resto offre un’esperienza di gameplay prestabilita e ripetitiva, limitando la componente rpg a scelte limitate negli stessi luoghi e con le stesse persone. Ci sono gli intermezzi in stile cartone animato, che se non altro spezzano il ritmo e offrono tutto sommato un racconto (ben scritto) che oscilla tra la componente horror e la commedia brillante. Di erotico, specifichiamo subito, c’è ben poco: tutto rimane castamente sottinteso e lasciato all’intuizione.

UNA STORIA FOLLE

Il protagonista e nostro alter ego si chiama Vincent Brooks, è un trentenne come ce ne sono tanti, che passa il tempo tra la noia del lavoro e le uscite a bere con gli amici, lasciando l’appartamento in disordine e trascurando la sua fidanzata Katherine, che vorrebbe da lui un impegno sentimentale più serio, fino a pronunciare la parola che Vincent non avrebbe mai voluto sentire: matrimonio.
Nel frattempo, i telegiornali parlano di misteriosi omicidi in città, in cui giovani maschi vengono trovato morti nel loro letto. Ben presto Vincent incomincia a fare strani sogni, in cui deve raggiungere una porta scalando e spostando un muro di blocchi di cemento, costruendo un percorso ed evitando le trappole. Una voce misteriosa gli dice che cadere nel sogno significa morire nella realtà. Altri uomini come lui, tramutati in pecora  (ognuno vede gli altri uomini sotto le sembianze di pecora) devono raggiungere la cima, e spesso Vincent dovrà, per salvarsi la vita, sacrificare quella degli altri. Ben preso Vincent scopre che tutte le pecore nel sogno sono stati mariti o fidanzati infedeli. Dopo essere sopravvissuto la prima notte, Vincent al risveglio trova nel suo letto una fanciulla bionda e bellissima: Catherine, la ragazza che aveva conosciuto la sera prima al Stray Sheep, (il pub frequentato da Vincent e i suoi amici). Catherine è l’esatto opposto di Katherine: misteriosa e sensuale, immatura e  terribilmente gelosa.

SERATE CON GLI AMICI E INCUBI

Dal punto di vista del gameplay il gioco alterna sezioni di climbing-platform (la notte, quando Vincent sogna) in cui dovremo scalare e raggiungere la cima costruendoci il percorso con strategia e intelligenza, evitando le trappole ed evitando di cadere di sotto (il tempo è limitato, e mentre saliamo i blocchi essi crollano in basso). Non mancheranno i boss, alla fine di ogni notte, personificazioni delle nostre responsabilità mancate, creazioni inconsce e orrorifiche della paura di avere la libertà sottratta da moglie e figli. Tra una scalata e l’altra, nella stessa notte, potremo riposarci salvando i progressi, parlare con le altre pecore ed accedere a un piccolo negozio per comprare oggetti utili alla scalata.
Le altre sezioni di gameplay si svolgono di sera, allo Stray Sheep, bevendo e tirando tardi: qui potremo girare tra i tavoli e parlare con gli avventori, cambiare musica al juke-box, rifugiarci nel bagno per rispondere agli sms (scegliendo tra due o tre risposte prestabilite), giocare a un minigioco sotto forma di coin-op (il gioco di Raperonzolo, che ha più o meno le stesse meccaniche delle nostre scalate notturne: senza il fardello del limite di tempo ma con poche mosse a disposizione, il principe deve scalare le pareti del castello per raggiungere la treccia della sua amata rinchiusa nella torre). Allo Strey Sheep potremo anche ordinare da bere fino a ubriacarci: il nostro maggiore grado di ebbrezza determinerà una maggiore velocità di scalata nel sogno.

CATHERINE O KATHERINE?

Nel corso di tutte le sette notti in cui si svolge la storia, parlando con le altre pecore, gli amici e gli avventori dello Stray Sheep, rispondendo nel corso dei sogni a domande poste da una voce misteriosa in un confessionale e rispondendo agli sms, potremo indirizzare il nostro essere a dimostrasi più o meno fedele o irresponsabile, oscillando verso l’attrazione per Catherine o l’impegno serio con  Katherine (una freccia su una barra si sposta progressivamente verso il rosso o il blu). Il nostro atteggiamento infine determinerà uno degli otto finali disponibili.

Catherine è un gioco sicuramente innovativo e originale, ben scritto e avvincente. Le sezioni di arrampicata sono frenetiche, divertenti e mai ripetitive (la modalità “hard” è veramente difficlissima, mentre quella “normal” è forse troppo facile). Gli intermezzi in stile anime sono veramente ben fatti, anche senza le scene hot che la promozione pubblicitaria del gioco aveva fatto intuire. Le sezioni allo Stray Sheeps non offrono invece particolari novità, dimostrandosi ripetitive e abbastanza noiose: parlare ogni sera con i soliti avventori che ripetono più o meno le stesse cose e rispendere agli sms stanca molto presto. Gli sviluppatori avrebbero in questa fase dovuto accentuare maggiormente la componente rpg, dando al giocatore la possibilità di determinare le proprie scelte in modo meno prestabilito.

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di Francesco Di Jorio

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