Credono
nella nostra mission:

Portal

Medaglia Allena la mente

Una giovane donna si risveglia in una camera di stasi; la visuale intorno mostra le pareti bianche e asettiche di un laboratorio. Non sappiamo nulla di lei, se non che si chiama Chell. Improvvisamente una voce sintetica (scopriremo poi appartenere a una sadica intelligenza artificiale di nome GlaDOS) ci informa che siamo all’interno della Aperture Science e che dobbiamo superare diverse “camere” al fine di testare un nuovo ritrovato tecnologico: una pistola  in grado di creare portali. In parole povere, siamo la cavia di un esperimento scientifico.
Comincia il test: superiamo ostacoli, spostiamo oggetti, premiamo pulsanti, creiamo con la nostra pistola portali per superare passaggi impossibili, evitiamo torrette mitragliatrici e ogni altra sorta di pericoli. Uno strano congegno di ammortizzatori attaccato alle caviglie ci consente di buttarci da ogni altezza senza farci male. GlaDOS sembra affabile e gentile, ci guida e ci sostiene, ci promette continuamente una bella torta come premio alla fine del test, ma qualcosa nei suoi discorsi (e alcune strane inquietanti scritte alle pareti lasciate da qualche ex-cavia), ci fanno sorgere uno strano presentimento…

COME NASCE UN’IDEA
Il team della Digipen, guidato dall’allora poco più che ventenne Kim Swift, aveva già lavorato a un titolo simile a Portal, una piccola creazione di nome “Narbacular Drop”, gioco freeware nato come progetto universitario nel 2005.
Entusiasta del progetto, la Valve ha assunto in blocco la squadra, con lo scopo di programmare un  altrettanto piccolo gioco che sfruttasse sia il motore fisico (all’epoca rivoluzionario) di Half Life 2 (ancora oggi fiore all’occhiello della software house fondata nel ’96 da Gabe Newell), sia l’inventiva del suo predecessore.
Così è nato Portal, a metà strada tra puzzle-game e fps, tre o quattro ore di rompicapi osannate dalla critica e divenute un cult per il pubblico videoludico.
Vista la durata da minigioco, Portal è stato inserito nella confezione “The Orange Box”, disponibile per PlayStation 3 (versione provata), Xbox360 e PC, una raccolta contenente Half Life 2 e le due espansioni finora uscite (Episode 1 e Episode 2) nonché il gioco online Team Fortress.
Per chi non intende acquistare la “scatola arancio”, Portal è comunque disponibile nel servizio Xbox Live e in formato DVD per Macintosh e Windows.

I PORTALI

La Portal Gun, l’unica arma a nostra disposizione, è una pistola in grado di creare, su quasi tutte le superfici delle stanze, compresi soffitti e pavimenti, un portale blu e uno arancione; attraversando un portale si esce dall’altro (stessa cosa accade trascinando un oggetto).
Ciò che tuttavia fa di Portal un indiscusso capolavoro è lo sfruttamento massiccio di una fisica realistica all’interno delle sale.
Per fare un esempio: se ci lanciamo in un portale da una certa altezza usciremo dall’altro portale con una spinta equivalente all’altezza di partenza. Altra caratteristica di questi buchi spazio/temporali è la capacità di re-indirizzare la quantità di moto: la direzione degli oggetti lanciati nel portale di entrata viene alterata in base all'orientamento del portale di uscita. Sfruttare la fisica, i lanci e le altezze, calcolare tempi e distanze, sentire la pesantezza degli oggetti con cui interagiamo, farli scivolare attraverso le sei pareti delle stanze, tutto concorre a dare spessore e immersività alle sinistre camere deserte dei laboratori.    

Un umorismo nero pervade tutto il gioco (peccato per la mancata localizzazione in italiano del parlato). Le torrette mitragliatrici all’inizio ci insultano con voci infantili per poi diventare amorevoli e sdolcinate una volta che le avremo disattivate. Inquietanti scritte nascoste lasciate da un misterioso personaggio avvertono: “ La torta è una bugia”. 
Immerso in un’ atmosfera sinistra e straniante, in balia di una divinità-macchina assolutamente folle, il laboratorio rivelerà presto i suoi retroscena: senza svelare troppo diciamo solo che, quando GlaDOS scoprirà che non abbiamo nessuna intenzione di essere la sua cavia sacrificale, si scatenerà l’inferno.

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di Francesco Di Jorio

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Gli enigmi di Portal

Un filmato che spiega la logica dietro agli enigmi di Portal.

La donna dietro al videogame

Portal

Cantante e doppiatrice statunitense, Ellen McLain lavora da diversi anni nel settore videoludico (e non solo), in cui ha legato la propria fama a GLaDOS, la sadica IA di Portal a cui ha prestato la propria voce. Ha inoltre cantato Still Alive e Want You Gone, due canzoni scritte da Jonathan Coulton per Portal e Portal 2, oltre a Cara Mia Addio, la 'canzone della torretta' sempre presente in Portal 2.
Nel 2011 ha vinto uno Spike Video Game Award come "Best Performance by a Human Female". Nel 2013 ha supportato pubblicamente GaymerX, convention LGBT sull'industria videoludica. Suo marito, John Patrick Lowrie, è a sua volta un doppiatore, ricordato fra le altre cose come il cecchino di Team Fortress 2.

Medaglie

Medaglia Allena la mente

Allena la mente

Portal è un chiaro esempio di come game e level design possano combinarsi per dare vita a un gioco basato su enigmi che stimolano e appagano l'ingegno, senza mai scadere nella frustrazione.

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