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Assassin's Creed: Syndicate

Medaglia Valore culturale
Le vicende narrate nell’ormai vasto universo di Assassin’s Creed giungono al nono episodio con questo Syndicate, portandoci in una ben più moderna Londra nel pieno boom industriale. La serie, come sappiamo, ha avuto alti e bassi e l’uscita di un episodio ogni anno è ormai tradizione per Ubisoft, che non abbandona la tradizione ricostruendo una Londra di metà 1800 più viva che mai, ricca di vapore e tecnologia.

NEL SEGNO DEL DESTINO
In questo Assassin’s Creed Syndicate, Ubisoft raddoppia e ci mette al comando di due gemelli, fratello e sorella, in una vaporosa Inghilterra del 1868. I due devono proseguire nel gioco attraverso mille difficoltà cercando di guadagnare la fiducia di quanti più alleati possibili e conquistare zone sempre più ampie. Jacob e Evie Frye, questi i loro nomi, possono essere usati indipendentemente in qualsiasi punto del gioco, le missioni possono essere affrontate come sempre nell’ordine preferito del giocatore seguendo la trama principale o prediligendo quelle più semplici volte a far crescere l’esperienza del nostro personaggio. 
Sebbene Jacob sia più portato ad un approccio fisico e Evie ad uno furtivo, nulla ci vieterà di usarli come meglio ci aggrada; le abilità e il denaro accumulati per l’acquisto di armi è inoltre condivisibile tra i due eroi, quindi massima libertà di scelta.

LONDRA
La Londra in cui si svolgono le vicende, nonostante alcune lievi inesattezze storiche, è ricca di vita e di vapore che esce dalle zone industriali e dalle fabbriche che lavorano a pieno ritmo. Se nei primi momenti di gioco potrà sembrarvi tutto troppo tecnologico rispetto ai precedenti episodi ben presto vi ambienterete e riconoscerete il dna della serie anche in questo Syndicate che si rivela essere un degno successore dei precedenti episodi.
Tra le novità introdotte c’è da segnalare senza dubbio il lanciacorda, strumento che riceverete molto presto nella vostra avventura facendo la conoscenza di Graham Belll.
Attraverso questo marchingegno vi sarà possibile scalare verticalmente in maniera quasi immediata ogni edificio ed allo stesso modo spostarvi da un tetto all’altro orizzontalemente senza dover per forza scendere o risalire perdendo attimi preziosi in insidiose arrampicate.
Vi basterà semplicemente agganciare il punto “sensibile” alla vostra destinazione ed il gioco è fatto. Syndicate segna inoltre la scomparsa della modalità multiplayer presente da diversi anni nella serie, ma, in questo caso, non ne sentiamo la mancanza. Il gioco sembra aver guadagnato molta più attenzione da parte di Ubisoft nello sviluppo nella modalità storia che, va detto, riesce a portare la qualità della narrazione ai livelli a cui eravamo abituati quando ancora il gioco era ambientato in Italia.

Un grande particolarità del gioco, come già detto, è la capacità di descrivere in modo accurato e minuzioso i luoghi in cui le avventure dei gemelli prendono vita, grazie alla capacità delle console di ultima generazione e ad una ulteriore ottimizzazione del motore grafico che abbiamo avuto modo di vedere in azione per la prima volta in Assassin’s Creed Unity. Nonostante alcuni compromessi, Syndicate alza comunque il livello qualitativo rendendo questa produzione Ubisoft degna delle console di nuova generazione dopo il clamore suscitato dai bug del precedente Unity, minato da un lancio  prematuro che ci ha fatto conoscere un titolo troppo acerbo (seguito comunque da diverse patch che lo hanno migliorato con il passare del tempo).

Infine proviamo a pensare a questo Syndicate come se fosse il primo episodio della serie di Assassin’s Creed, come se nessuno altro titolo fosse stato precedentemente realizzato. Se così fosse l’interesse e la curiosità per il nuovo brand di Ubisoft sarebbero alle stelle e probabilmente saremmo meno diffidenti verso una serie che non sempre ha pienamente soddisfatto le aspettative. Se questo Syndicate si presentasse a noi come primo titolo della serie sicuramente sarebbe definito come una Killer Application, un titolo irrinunciabile e assolutamente da giocare,tuttavia, dovendo fare i conti con il passato le cose sono leggermente diverse. Intendiamoci, questo Assassin’s Creed Syndicate è un ottimo gioco, capace di portare la serie su un nuovo livello qualitativo e narrativo, regalandoci nuovamente dei protagonisti carismatici come non ce ne ricordavamo dai tempi di Firenze, Roma e Venezia; il nostro consiglio quindi è quello di giocarlo cercando di non guardare troppo al passato nel caso questo abbia deluso. Così siamo certi che sarà più semplice vivere un’ avventura emozionante in compagnia dei due gemelli Frye.
Un esperimento: Syndicate potrebbe essere giocato a turno tra fratello e sorella.

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di Filippo Scaboro

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L'oppressione deve finire

Uno sguardo alla Londra del 1868

L'uomo dietro al videogame

Assassin's Creed: Syndicate

Marc-Alexis Coté ha ricoperto il ruolo di Creative Director in Assassin's Creed: Syndicate. Marc ha iniziato a lavorare in Ubisoft nel 2005 ricoprendo ruoli sempre più importanti nelle principali fasi di sviluppo dei videogame.
Tra i giochi di successo a cui ha lavorato ci sono altri episodi della serie Assassin's Creed e Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate.

Medaglie

Medaglia Valore culturale

Valore culturale

In Syndicate possiamo compiere un viaggio virtuale nella Londra del XIX° secolo, esplorandone le meraviglie architettoniche e gli antri più bui. Un'altra ottima ricostruzione proposta da Assassin's Creed.

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