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Bladestorm: Nightmare

Bladestorm: Nightmare, sviluppato da Omega Force, è al tempo stesso un remake ed un seguito dell’originario Bladestorm: La Guerra dei 100 anni (uscito nel 2007 su PlayStation 3 ed Xbox 360), disponibile su PC, PlayStation 4 ed Xbox One; è un videogioco “Musou” che utilizza la guerra dei cento anni (riletta però in ‘chiave’ nipponica) come ambientazione per una serie di battaglie nella Francia del tempo.

QUALCOSA DI VECCHIO
Bladestorm: Nightmare, questo Musou in salsa “occidente medievale” (ma visto in ottica nipponica), presenta due campagne di gioco principali. La prima è la riproposizione del precedente Bladestorm, anche se con diversi miglioramenti. Prima di parlare di questi ultimi può essere utile, pertanto, una breve panoramica sull’originario videogioco. Bladestorm: La Guerra dei 100 anni riprendeva la struttura base dei Musou (un generale/eroe che sbaraglia interi eserciti, conquista basi nemiche e supera delle ‘boss fight’) declinandola però in una forma differente. Non più il singolo guerriero quasi invincibile, ma un capitano mercenario che, da solo, non può che soccombere dinnanzi ai suoi nemici. La sua forza risiede, però, nella capacità di comandare differenti squadroni di soldati. È sufficiente avvicinarsi ad una compagnia di guerrieri per prenderne il controllo, così come è possibile acquistare truppe mercenarie prima degli scontri, per schierare al momento opportuno le unità necessarie. Una volta preso il controllo, l’intera unità (fino ai venti o trenta soldati, a seconda del tipo di squadra e dei potenziamenti acquisiti) sarà in grado di spostarsi ed attaccare come un sol uomo, divenendo una forza decisamente più temibile. Le unità si dividono per categorie, come spade, lance, cavalleria, arcieri, ecc., ciascuna delle quali racchiude a sua volta differenti specializzazioni (ad esempio spada, spada e scudo, spadone, spada e pugnale…) ed unità più o meno corazzate. Ogni categoria ha i suoi punti di forza e le sue debolezze: i cavalieri ad esempio travolgono buona parte dei fanti, ma temono le formazioni di picchieri, le frecce e le mazze. La varietà è molto elevata, con numerose unità anche poco ‘ortodosse’ (elefanti, genieri con esplosivi e addirittura maghi) sbloccabili nel proseguimento dell’avventura. Il giocatore, oltre a gestire il proprio mercenario tramite investimento di punti esperienza, equipaggiamenti ed altro, deve prestare servizio nella guerra dei 100 anni, attraverso una serie di contratti proposti da inglesi e francesi. Quasi sempre le missioni si risolvono nella conquista di alcune piazzeforti ed eventuale difesa delle proprie basi, anche se non mancano incarichi secondari piuttosto variegati, tutti da portare a termine entro un determinato numero di giorni (ogni “giornata” corrisponde a dieci minuti di gioco).

QUALCOSA DI RIELABORATO
Grosso modo la struttura del Bladestorm “base” è stata riproposta senza cambiamenti radicali, ma non sono mancate le modifiche. In primo luogo le statistiche di alcune unità sono cambiate, con un nuovo bilanciamento generale delle truppe. In particolar modo la velocità d’attacco e movimento è stata incrementata, per rendere più veloci e dinamiche le battaglie. Alle principali piazzeforti e città è stato aggiunto un “boss” da sconfiggere per catturare la posizione, mentre la creazione del mercenario protagonista è stata ampliata con nuove opzioni di personalizzazione, ed ora prima di ogni missione si può scegliere una squadra specifica di soldati con cui partire. Dal punto di vista strategico è ora possibile controllare più mercenari (tutti creabili tramite editor) con relativi battaglioni, per poterli posizionare sulla mappa in differenti punti strategici, dare loro ordini o alternarsi al comando di uno o un altro per raggiungere più velocemente postazioni lontane fra loro. Oppure si possono combinare fra loro i battaglioni dei differenti comandanti, per avere al proprio comando una vasta armata quasi inarrestabile, in grado anche di compiere un attacco speciale se le tipologie di unità selezionate sono simili fra loro. Rivista infine la componente grafica. Complessivamente si vede che è un videogioco preso dalla precedente generazione di console, ma rispetto all’originale sono state apportate diverse migliorie. Ben fatto è soprattutto il nuovo sistema di illuminazione: il sole che riluce su una selva di picche o sull’armatura della cavalleria lanciata alla carica ha il suo fascino. Qualche piccolo rallentamento nelle situazioni più concitate (quando diverse unità attivano attacchi speciali come il terremoto delle mazze pesanti), ma in linea di massima è apprezzabile la presenza di molte unità su una vasta mappa.

QUALCOSA DI NUOVO
Oltre alla rielaborazione di tutti i contenuti precedenti – che da soli configurerebbero questo videogioco come un semplice remake – è stata introdotta anche una intera nuova campagna che va a dare il titolo a questo videogioco: Nightmare. L’ambientazione mira sul fantasy questa volta, e si colloca subito dopo il conflitto dei cento anni. Inglesi e francesi devono unirsi per fronteggiare l’invasione di creature mostruose (goblin, spettri, scheletri, grifoni, giganti, draghi, ecc.) che paiono comandate da Giovanna d’Arco in persona. Mentre nella campagna originaria sono presenti molte missioni brevi, liberamente selezionabili, inframmezzate da alcune battaglie campali, qui le missioni sono fisse ed in numero minore, ma più durature ed affrontabili a differenti livelli di difficoltà. Oltre a tutte le unità sbloccate nell’altra campagna è anche possibile prendere il controllo dei mostri, con nuove classi (come i grifoni) ed aggiunte alle classi esistenti (come i goblin arcieri). La campagna è selezionabile fin dall’inizio, ma è consigliabile dedicarsi prima alla guerra dei cento anni, per acquisirne le truppe e per conoscere i vari personaggi che ritornano poi in Nightmare. Ulteriori aggiunte sono la modalità “libera”, in cui rigiocare tutte le missioni principali delle due campagne, e le missioni online, con specifici obiettivi (come eliminare un particolare comandante o un certo numero di mostri prima dell’altro giocatore), a fianco della possibilità di ‘incontrare’ i mercenari creati da altri videogiocatori.

Bistrattato al pari del suo predecessore/versione base, questo videogioco ha in realtà molto da offrire, in termini di contenuti e divertimento. La sola guerra dei cento anni può tenere impegnati per decine e decine di ore, specialmente se si vogliono sbloccare anche classi come i genieri. Non è un capolavoro né un gioco per tutti i palati, ma ottimo per gli amanti delle battaglie medievaleggianti e per chi cerca un Musou meno ‘generale-centrico’. I cambiamenti rispetto alla versione PlayStation 3 / Xbox 360 hanno reso il gioco più spettacolare ma anche un più facile (forse troppo), promuovendo la velocità di azione rispetto alla scelta tattica.

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di Francesco Toniolo

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Bladestorm: Nightmare - trailer

Un rapido trailer introduttivo del videogioco

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