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Dynasty Warriors 8: Empires

Dynasty Warriors 8: Empires è la variante in forma “Empire” (ossia un po’ più strategica) di Dynasty Warriors 8: Xtreme Legends, a sua volta espansione di Dynasty Warriors 8, che però ha come titolo originario Shin Sangoku Musou 7. Il videogioco è uscito su PlayStation 3, PlayStation 4, PC ed Xbox One tra la fine del 2014 ed il 2015, e fra le due console Sony offre la possibilità del crossplay.

DAI VITA AL TUO GENERALE
L’aspetto probabilmente più interessante di questo Musou, in grado da solo di tenere impegnato il giocatore per diverso tempo, è la creazione di un personaggio. Prima di lanciarsi in mischia attraverso infinite battaglie, o inserirsi nelle trame di potere e nella diplomazia dei regni in lotta, viene offerta al videogiocatore la possibilità di crearsi un proprio condottiero, da poter utilizzare in alternativa ai (numerosissimi) personaggi già presenti e fin da subito giocabili. Nell’editing le opzioni sono tantissime, sia nelle scelte estetiche, sia riguardo le armi assegnabili, ed appartenenti alle più disparate tipologie, dalla classica lancia alle spade volanti, passando per ventagli, arpe, cannoni e altre stramberie. Si può inoltre affidare particolari set di abilità al personaggio e determinare se avrà statistiche votate all’attacco, alla difesa, al comando, ecc. Oltre ai comandanti è possibile personalizzare anche le armate di soldati semplici, i destrieri da battaglia e gli stendardi di guerra; è inoltre disponibile un editor di scenari che possono essere poi caricati sul PSN o analoghi per delle modalità online. Pur non trattandosi di novità assolute di questo titolo, la mole e la varietà dei contenuti personalizzabili è sicuramente apprezzabile.

LA CINA IN GUERRA
Creato un nuovo generale, o selezionato uno di quelli esistenti (sono più di 80), il videogiocatore può dedicarsi alla principale modalità di questo titolo, chiamata Empire Mode. L’ambientazione di gioco è l’antica Cina, suddivisa in diversi territori controllati da signorotti locali più o meno potenti. Tocca al giocatore servire uno di questi regni, se il suo personaggio è affiliato ad un determinato potente, oppure vagabondare come mercenario, andando man mano a costruirsi una reputazione. Questa modalità vuole idealmente ricostruire la vita di un combattente, ed è suddivisa in turni ciascuno dei quali corrisponde ad un mese dell’anno. In ogni turno il giocatore può scegliere una attività fra un vastissimo numero di scelte. Può ad esempio arruolare dei soldati, raccogliere risorse, visitare un fabbro, allenarsi, spostarsi sul territorio e molto altro ancora. Può anche prender parte ad uno fra i diversi eventi proposti, che vanno dalla caccia ai lupi all’infiltrazione, andando ad accrescere l’amicizia con il personaggio che ha proposto quella missione. In determinati momenti è anche possibile prender parte a battaglie più o meno campali, la cui vittoria porterà molto onore al proprio personaggio, il quale probabilmente riceverà una promozione sul campo. È persino possibile sposarsi – anche in vista di una utilità diplomatica del matrimonio – ed avere figli.

TANTA STRATEGIA PER NULLA
A fronte dei tantissimi contenuti presenti, che rendono questo Dynasty Warriors 8: Empires potenzialmente infinito, il titolo ha purtroppo almeno due grossi difetti di fondo, più o meno correlati fra loro. Da un lato un gameplay estremamente ripetitivo – persino per gli standard dei Musou – durante le battaglie, con poche combo per ciascuna arma e nessuna variazione degna di nota al sistema di gioco. Dall’altro, ed è forse il punto più drammatico, il fatto che buona parte delle moltissime scelte tattiche che si possono intraprendere sia sostanzialmente inutile, in quanto alla fine gli scontri si risolvono sempre nello stesso modo. E se pure alle volte, contro singoli nemici particolarmente forti, può avere senso fare determinate scelte, spesso queste ultime si rivelano essere solamente tempo perso. Dispiace constatare come un videogioco che, in teoria, dovrebbe fare della tattica militare una delle sue componenti primarie, si riveli alla fine ininfluente proprio sotto questo aspetto. Il resto non aiuta, visti i fondali spogli in cui ci si muove o persino la relativa scarsità di truppe, che in un Musou di ultima generazione dovrebbero abbondare, ma la mancanza di tattica, che porta a risolvere tutto con le solite due combo, è l’elemento di maggior peso.

Questo videogioco presenta i difetti che – chi più chi meno – hanno tutti i Musou, ma purtroppo qui notevolmente amplificati. Sono presenti tantissime opzioni di personalizzazione tattica, tutte inutili o quasi perché vanno ad incidere troppo poco sull’andamento degli scontri. Altri videogiochi Omega Force (molti dei quali, curioso dirlo, spin-off o crossover, come Hyrule Warriors, Bladestorm o One Piece: Pirate Warriors) offrono molto di più all’appassionato del genere.

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di Francesco Toniolo

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Dynasty Warriors 8: Empires - Trailer

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