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Pro Evolution Soccer 2015

Come ogni anno, i mesi autunnali sono teatro della consueta corsa a due per il miglior calcio virtuale: dopo anni di dominio firmato FIFA, quest’anno Pro Evolution Soccer 2015, l’ultimo episodio della serie targata Konami,pubblicato il 13 novembre e disponibile per PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One e pc,è tornato ad essere più di una valida alternativa.

LE MODALITA'
Un menù a mosaico, funzionale e facile da utilizzare, ci presenta le molteplici modalità di gioco. Oltre alla classica esibizione e all’allenamento, dove è possibile imparare i comandi base e quelli avanzati, possiamo accedere alle varie competizioni su licenza: Champions League, Europa League, CopaLibertadores, Copa Sudamericana e AFC (la Champions asiatica). A queste si aggiungono i vari campionati nazionali, di cui però PES offre (ancora) poche licenze ufficiali: a conti fatti sono presenti il campionato spagnolo (Primeira e SegundaDivisiòn), francese (Ligue 1 e Ligue 2), italiano (solo la serie A), olandese, argentino e brasiliano. La nostra serie cadetta è presente ma con nomi inventati, così come il campionato portoghese e il torneo inglese (di questi ultimi due sono presenti solamente Benfica, Sporting, Porto e Manchester United). Manca totalmente invece la Bundesliga, tranne per Bayer Monaco, Shalke04 e Bayer Leverkusen. All’interno di Mondo Calciatore troviamo invece le tre modalità più importanti. La prima è la Master League che permette, in veste di giocatore o allenatore, di guidare la propria squadra e gestirne vari aspetti tra cui il mercato, affidato alle figure degli osservatori. Diventa un Mito, la modalitàche permette di creare il proprio alter ego e di simulare una carriera calcistica tra club, nazionali e trasferimenti rimane abbastanza fedele alle incarnazioni precedenti mentre MyClub, di fatto la vecchia Master League Online, è stata rivista completamente tenendo come modello il popolare Ultimate Team di FIFA, ma di questo ne parleremo più avanti nel corso della recensione.

GAMEPLAY
Al netto delle tantissime modalità presenti, che già rendono vario ed interessante il parco giochi allestito da Konami, a far saltare il banco definitivamente ci pensa un gameplay rinnovato e rivisto totalmente, capace di trasmettere ledinamiche di una partita reale. Tutto questo grazie alle nuova gestione dell’Intelligenza Artificiale, che grazie alle funzioni Player IDe Team ID, riesce a replicare in maniera verosimile il modo di stare in campo dei singoli giocatori e di intere squadre. E’ impressionante notare come la manovra, sia degli avversari che dei compagni senza palla, sia sempre fluida, coerente, capace di modellarsi su numerose variabili, qualunque esse siano: forma fisica dopo 70-80 minuti, necessità di tenere il risultato, possibilità di sfruttare il fenomeno in attacco e quant’altro. Due esempi su tutti. Cominciamo da Inter–Torino al Meazza, valida per il campionato di Serie A: noi, che controllavamo un’Inter molto offensiva, abbiamo pressato per tutta la partita, impostando una linea difensiva sempre molto alta. Il Torino ha cercato di giocarsela come poteva, cercando di “ingolfare” il centrocampo e basandosi sulle ripartenze. A dieci minuti dalla fine della partita, il Torino, sullo 0-0, ha cominciato a fare melina in difesa, trasformando le rare ripartenze in un possesso palla snervante costringendoci ad un pareggio. Poi, Juventus-Real Madrid, girone di Champions League: anche in questo caso, dopo una partita veloce e offensiva, a venti minuti dalla fine, i Blancos hanno cambiato tattica, provando un modulo più difensivo e basandosi sul contropiede. Inutile dire che è bastata una svista su una marcatura a centrocampo per vedere lanciato Benzema verso la nostra porta per segnare. FIFA ha in qualche modo sempre abituato i suoi fan ad “avere in mano” l’incontro, evitando molto spesso di dare una sguardo alla tattica vera e propria. Invece con PES basta veramente un niente per perdere contro un modesto Chievo, proprio come nel calcio reale. Su questo aspetto, non c’è attualmente miglior calcio di PES.

GRAFICA E ANIMAZIONI
Innanzitutto una precisazione: le versione utilizzata per questa prova è stata quella per pc, che di fatto è una versione upscalata del gioco per PS3 e Xbox 360, quindi perde un po’ in fluidità e impatto scenico. In ogni caso, anche in questa versione, il gioco è più che godibile alternando un aspetto generale abbastanza buono a vette di eccellenza una volta che vengono inquadrati i singoli giocatori, caratterizzati alla perfezione. Per quanto riguarda le animazioni siamo di fronte ad uno dei passi più significativi rispetto alle edizioni precedenti. Gli anni scorsi PES ci aveva abituato a movimenti poco fluidi, macchinosi, invece quest’anno le animazioni sono concatenate alla perfezione, senza alcuna sbavatura e il movimento appare continuo e coerente. Forse i portieri rimangono gli unici a ripetere un po’ troppo spesso gli stessi movimenti. In ogni caso, il saldo è totalmente positivo e non si ha mai l’impressione di uno “stacco” tra, per esempio, uno scatto e un cross.

MULTIPLAYER
Il multiplayer, uno degli aspetti meno curati delle edizioni passate, cambia completamente passo con due novità interessanti. MyClub, la modalità che permette di costruire una squadra partendo da zero, sebbene ricalchi per molti aspetti il più celebre FUT, ha una sua identità, proponendo meno variabili della controparte e un’attenzione in più sugli agenti, necessari per ottenere i giocatori più forti. Anche i continui problemi di lag che affliggevano il gioco online negli anni passati sono spariti, rendendo l’esperienza molto più piacevole. L’altra importante novità è il Role Control, che permette a tre giocatori in locale di utilizzare non più il singolo giocatore, ma un reparto intero. In questo modo il gioco risulta meno caotico (si evita che tutti e tre vadano a pressare sullo stesso giocatore, per esempio) e decisamente più divertente. Di fatto, con tutte le modalità presenti, PES è caldamente consigliato a tutte quelle famiglie composte da “calciatori”, piccoli o grandi che siano.A ciò va aggiunto un sistema di controllo assolutamente facile e intuitivo: perfino ai genitori più “maldestri” basteranno una manciata di partite per prendere confidenza coi comandi, almeno quelli basilari. 

A conti fatti, la serie di Konami è finalmente riuscita a tornare ad alti, altissimi livelli. Se quest’anno FIFA ha puntato il focus sull’”atmosfera” che ruota intorno ad una partita di calcio, dando priorità alla caratterizzazione di stadi e cori, PES ha puntato decisamente (e giustamente) al contenuto, proponendo una calcio virtuale realistico come non mai. Inoltre, le novità introdotte a livello di modalità di gioco e le nuove animazioni, rendono il calcio di Konami il migliore sulla piazza.


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di Fabio Figel

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Kei Masuda da diversi anni lavora alla serie Pro Evolution Soccer ricoprendo ruoli di vario genere. Per Pes 2015 ha svolto l'importante incarico di producer.

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