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Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty

Medaglia Pensatore

Versione Xbox - Metal Gear Solid 2: Substance

Il segreto per incominciare a vendere una console prima ancora che esca sugli scaffali dei negozi è comunicare correttamente con il pubblico e ingolosirlo con brevi sguardi ai videogame che saranno disponibili al lancio. Proprio in questa prima metà del 2013 abbiamo visto (con le presentazioni di Xbox One e Ps4) quanto impostare la giusta strategia sia essenziale per conquistare i possibili consumatori e determinare (almeno nella fase iniziale) l’andamento del mercato. Recentemente Sony ha dimostrato di aver fatto la cosa giusta così come accaduto nel corso dell’E3 del 2000 quando, di fronte a una platea di curiosi, venne mostrato un reveal trailer che non lasciava dubbi: il seguito dell’acclamatissimo Metal Gear Solid sarebbe arrivato in esclusiva per la nuovissima PlayStation 2 (giunta in Italia verso la fine dello stesso anno).

UNA FACCIA NUOVA
Sons of Liberty esce nei negozi nel 2001 proponendosi come seguito diretto del famoso capitolo uscito su Ps-One nel ’98. La vicenda si apre con una splendida inquadratura del ponte George Washington di New York, struttura che l’eroico Solid Snake sfrutta come trampolino di lancio per tuffarsi e raggiungere una petroliera a bordo del quale si nasconde un Metal Gear Ray, una variante del pericoloso Metal Gear Rex.
Nel corso del gioco la vicenda si scopre ricchissima di risvolti ed è raccontata attraverso fantastiche cut-scene dal taglio cinematografico che, però, all’epoca ad alcuni fecero storcere un po’ il naso a causa della lunghezza e della frequenza con la quale vengono proposte spezzando l’azione (alcuni dialoghi durano anche più di un quarto d’ora).
Altro fattore che non convinse appieno i fan più sfegatati di Hideo Kojima è il protagonista: Snake si rivela infatti solo un ospite e il 90% dell’avventura la vivremo nei panni di Raiden, un altro soldato d’elite (dall’aspetto androgino) dotato di un background complesso e tragico.
Ma nonostante tutto bisogna dire che Metal Gear Solid 2 riesce a emozionare e a tenere incollato il giocatore fino alla fine grazie a personaggi carismatici e ben marcati (anche psicologicamente), a tanti colpi di scena, e più in generale grazie a una trama che eleva il videogioco a qualcosa di più di un passatempo: anche questa volta Kojima sfrutta il mezzo per affrontare (tra le righe) tematiche importanti, nel caso specifico l’importanza e le conseguenze della trasmissione culturale e genetica alle nuove generazioni.

NESSUNO MI VEDE
Il gameplay rimane ancorato a quello del primo Metal Gear Solid: tra le mani abbiamo un videogioco con una forte componente stealth nel quale ogni ambientazione è studiata per rendere appagante l’eliminazione o lo stordimento delle guardie, e il sabotaggio dei sistemi di sicurezza. Ci sono comunque alcune aggiunte (tra cui la possibilità di mirare con la visuale in soggettiva) che offrono nuove possibilità rendendo più emozionanti le fasi di infiltrazione.
Si riconfermano interessanti anche gli scontri con i boss che richiedono sempre lo studio della location e l’impostazione di un’ attenta strategia.

L’OCCHIO DEL SERPENTE
Il trailer di MGS2 mostrato all’E3 del 2000 aveva stupito per la generosità della grafica. Le aspettative non furono deluse nemmeno dopo l’arrivo di Metal Gear Solid 2 nei negozi: finalmente i fan della serie riuscirono ad apprezzare anche i dettagli dei volti dei propri beneamini e a dimenticare le fattezze cubettose tipiche dell’era dei 32-bit. Generosi anche gli effetti speciali (pioggia, riflessi e molto altro), la fluidità delle animazioni, le dimensioni di alcune strutture e marchingegni, che mostravano al mondo di cosa era capace la PlayStation 2.
Kojima non si lascia sfuggire nulla ed ecco che anche il sonoro risulta perfettamente il linea con la qualità produttiva del gioco.

SUBSTANCE
A partire dal 2002 Sony perde l’esclusiva e la versione Substance di Metal Gear Solid 2 viene rilasciata prima su Xbox, poi su PC e sulla stessa PlayStation 2. Sostanzialmente alla formula originale vengono aggiunte nuove missioni e minigiochi.

Anche se non sono mancate le critiche (ad esempio alcuni hanno sottolineato l’eccessiva lunghezza dei dialoghi, altri hanno ritenuto alcune ambientazioni un po’ scialbe) Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty è uno dei migliori videogame dell’era 128-bit. Non solo: se si apprezzano le avventure di spionaggio e le trame complesse ma avvincenti, il gioco può rientrare in quella categoria di titoli capaci di incuriosire ed intrattenere anche a distanza di molti anni.

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di Emanuele Cabrini

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Metal Gear Solid 2 - Prima missione

Snake fa la sua apparizione anche su PlayStation 2.

L'uomo dietro al videogame

Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty

Hideo Kojima, game designer nato in Giappone nel 1963, è la mente geniale che sta dietro alla serie Metal Gear Solid. Appassionato di film, da ragazzo sogna di lavorare nel mondo del cinema ma, a metà anni '80, inizia la sua carriera presso la software house Konami.
Come fosse il regista di un film, Kojima sfrutta il mezzo videoludico per comunicare con il giocatore: in particolare la serie Metal Gear Solid affronta varie tematiche, tra cui la diffidenza verso l'industria bellica e il nucleare, il controllo delle informazioni e l'evoluzione umana.

Medaglie

Medaglia Pensatore

Pensatore

Metal Gear Solid 2 affronta il tema dell'evoluzione umana. Da una frase di Snake al termine dell'avventura: "Vivere non vuol dire solo tramandare i geni alle future generazioni. Possiamo lasciare molto di più di noi che il solo DNA."

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