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Onimusha: Warlords

Versione Xbox - Genma Onimusha

Nella seconda metà degli anni novanta Capcom ha rilanciato i survival horror con la serie Resident Evil. Verso la fine dell’era PlayStation One il noto publisher voleva portare sul 32-bit Sony un nuovo franchise che mischiasse all’orrore anche l’azione e la magia. Prende così vita Onimusha: Warlords di cui lo sviluppo, dopo esser stato presentato (in versione beta) alla stampa mondiale, subisce una battuta d’arresto. Capcom decide infatti di approfittare dell’annuncio di PlayStation 2 per portare il videogioco nei lidi dei 128-bit, così da sfruttare le potenzialità della macchina per stupire il pubblico.

SAMURAI E DEMONI
Onimusha: Warlords è ambientato nell’era del Giappone feudale e reinterpreta in chiave fantastica alcuni avvenimenti realmente accaduti intorno al 1560 d.C. Nella splendida sequenza introduttiva si parte dalla battaglia nella pianura di Okehazama, dove lord Yoshimoto Imagawa decide di fermarsi per far riposare l’esercito con il quale marcia verso Kyoto (al tempo capitale del Giappone) al fine di unificare i regni dell’estremo oriente e incoronarsi unico re. I suoi soldati vengono però uccisi nel corso di un’imboscata tesa dal comandante Nobunaga Oda, che però cade anche’esso al termine della violenta battaglia (trafitto da una freccia alla gola).
Qualche mese dopo la principessa Yuki invia una richiesta di soccorso a un coraggioso samurai di nome Samanosuke il quale, una volta arrivato sul posto, scopre che il castello è attaccato da un esercito di orribili creature guidate proprio da Nobunaga Oda, misteriosamente risorto a nuova vita.
Questo è solo l’incipit di un’avventura che, sebbene non particolarmente longeva, è resa sufficientemente intrigante grazie al fascino suscitato dal periodo storico e dai colpi di scena. Inoltre una cosa è da subito certa: a differenza del cugino Resident Evil, in Onimusha i nemici non sono il frutto di strani virus o di mutazioni genetiche.

ANIME COLORATE
Ad ogni modo i paragoni con la nota saga zombie non possono mancare: pur con un motore grafico di nuova generazione capace di offrire immagini più nitide e un numero molto maggiore di dettagli, ci ritroviamo ancora una volte alle prese con personaggi realizzati con (un’ottima) grafica poligonale che si muovono all’interno di aree composte da sfondi pre-renderizzati e telecamere fisse. Il risultato ha comunque saputo conquistare pubblico e critica, tanto che all’epoca Onimusha: Warlords è stato uno dei titoli più venduti della neonata macchina Sony.
Così come la gestione dell’inventario, anche il gameplay deriva da Resident Evil: i movimenti di Samanosuke e Kaede (una kunoichi di cui prenderemo il controllo in determinati frangenti) sono pesanti e non particolarmente agili proprio come quelli dei protagonisti dei primi RE, con la differenza che in Onimusha al posto di fucili e pistole dovremo sconfiggere i mostri utilizzando diverse armi da taglio.
La sostanziale novità consiste nella presenza di particolari fuochi fatui colorati (detti Anime) che i nemici rilasciano una volta caduti e che potremo assorbire attraverso il Guanto di Ogre: blu (per ripristinare il potere magico), gialli (per curarci dalle ferite) o rossi (per incrementare la forza delle armi, delle armature e delle sfere elementali che ci danno modo di lanciare incantesimi). Le Anime (il cui rilascio varia anche in base al modo in cui viene sconfitto un avversario) aggiungono un po’ di strategia al titolo in esame che, è bene precisare, non punta a spaventare o ad infondere un senso di insicurezza al giocatore essendo decisamente più votato all’azione.

GENMA ONIMUSHA
Considerato il riscontro positivo, dopo la versione PlayStation 2, Capcom ha in seguito proposto Onimusha: Warlords anche su PC e Xbox. Sulla console Microsoft il gioco arriva con il nome di Genma Onimusha e una serie di migliorie: dal punto di vista tecnico la grafica è sensibilmente migliorata ed inoltre è presente l’audio a 5.1 canali in dolby digital; per quanto riguarda il gameplay troviamo nuove aree esplorabili, nuovi costumi, armi e armature, un nuovo boss, una diversa collocazione di alcuni nemici, ma soprattutto una nuova tipologia di Anime di color verde. Raccolte cinque di esse potremo rendere temporaneamente invulnerabile il nostro alter ego virtuale.

Non è la prima volta che Capcom sfrutta le meccaniche di Resident Evil per creare una nuova IP. Era infatti già accaduto (con ottimi risultati) con Dino Crisis. Questa volta però zombie e dinosauri lasciano il posto a demoni armati di affilate katane: anche se il peso degli anni della formula di base comincia a farsi sentire, l’introduzione dell’elemento magico e la bella atmosfera (impreziosita da una buona grafica per i canoni dell’epoca) hanno comunque fatto di Onimusha: Warlords un successo commerciale.

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di Emanuele Cabrini

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