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Tenchu: Wrath of Heaven

Versione Xbox - Tenchu: Return From Darkness

Terminati i due episodi usciti su PlayStation One rispettivamente nel 1998 e nel 2000, i fan della serie rimangono con una questione irrisolta: Rikimaru è davvero scomparso? La risposta arriva nel 2003 quando su PlayStation 2 arriva Wrath of Heaven.

C’ERA DA ASPETTARSELO
Cronologicamente parlando Wrath of Heaven è il seguito del primo Tenchu (è bene ricordare che Tenchu 2 è un prequel). Già dalla copertina si intuisce che il ninja Rikimaru è ancora una volta, insieme alla letale kunoichi Ayame, uno dei personaggi con cui sarà possibile affrontare il gioco (ad essi, una volta portate a termine entrambe le missioni, si aggiungerà anche Tesshu, un dottore che di notte veste i panni di assassino).
Scopriremo subito che, come era lecito aspettarsi, Rikimaru è ancora vivo: un anno dopo la sua presunta dipartita egli si ripresenta al cospetto di Lord Gohda, il quale lo incarica di indagare su alcuni misteriosi misfatti avvenuti nei principali villaggi situati attorno al palazzo.
Ancora una volta nei panni di Rikimaru e Ayame ci ritroveremo ad indagare dapprima su piccoli furfanti fino ad arrivare a scoprire che, dietro la sparizione di alcune innocenti ragazze, si nascondo forze ben peggiori. Vivremo quindi un intreccio che, pur non raggiungendo gli apici di Tenchu 2: Birth of the Stealth Assassins, è riuscito comunque a soddisfare gli amanti dei titoli ambientati nel Giappone feudale.

NINJA STYLE
Fin dall’esordio la serie Tenchu è stata definita come una sorta di simulatore ninja. Wrath of Heaven non cambia la formula di base e ci ritroveremo quindi a nasconderci dietro alberi, pareti, anfratti e angoli bui aspettando che il malcapitato di turno sia sufficientemente vicino per eseguire una spettacolare uccisione stealth.
Anche l’impostazione dei livelli è rimasta sostanzialmente invariata: a parte una maggiore vastità degli ambienti, alla fine avremo sempre una o più macro aree nel quale aggirarci furtivi prima di raggiungere lo scontro con un boss.
L’intelligenza artificiale ancora una volta non si dimostra particolarmente arguta: i nemici sono piuttosto accorti e attenti ai rumori, ma seminarli (nel caso veniamo scoperti) è piuttosto semplice e anche i combattimenti non si rivelano particolarmente convincenti a causa di limiti nel sistema di controllo e di telecamere (come a sottolineare quanto la serie Tenchu sia improntata verso l’azione furtiva a scapito degli scontri diretti).
Come sempre avremo una serie di gadjet che ci aiuteranno nell’avventura (tra cui l’immancabile rampino) ma è impossibile non notare un passo indietro rispetto a  Tenchu 2: è stato infatti ridotto il numero delle azioni da eseguire (non potremo più nuotare o respirare sott’acqua aiutandoci con una canna di bamboo), una decisione coraggiosa da parte degli sviluppatori che così hanno ulteriormente semplificato il gameplay (riportandolo alle origini) ma che non è stata accolta favorevolmente da tutti.

ALTI E BASSI

L’aspetto estetico non fa di certo gridare al miracolo: le animazioni dei protagonisti sono buone così come il taglio della regia durante le azioni stealth (talvolta impreziosite da un effetto raggi X), mentre invece non sono assolutamente giustificabili le texture di bassa qualità e dai toni spenti.
Per quanto riguarda le musiche si alternano brani della tradizione orientale molto evocativi ad arrangiamenti di sottofondo poco interessanti; gli effetti sonori si mantengono nella media senza particolari alti ne bassi.

Tenchu: Wrath of Heaven non propone nulla di particolarmente innovativo nella serie e, anzi, per certi aspetti sembra addirittura fare un passo indietro.
Ha giocato a favore delle vendite il fatto di poter finalmente capire cosa è successo a Rikimaru dopo la conclusione del primo episodio del 1998. Con i suoi pregi e i suoi difetti il gameplay resta sostanzialmente ancorato al passato.
Un titolo che ha accontentato i fan della serie. Ma si sarebbe potuto fare di più.
Nel 2004 è inoltre uscita una versione per Xbox chiamata Tenchu: Return From Darkness che propone una grafica leggermente migliorata e nuove missioni.

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di Emanuele Cabrini

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